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lunedì 3 dicembre 2012

Ricetta dell’idromele




Dato il poco tempo a disposizione di questo ultimo periodo ho deciso di provare a fare l’idromele.
Detto anche “bevanda degli dei”, l’idromele non è altro che il prodotto della fermentazione di acqua e miele. Niente di più facile, basta solo qualche accorgimento e in un’oretta si chiude il fermentatore e si lascia lavorare il lievito.

Ho letto diversi articoli a riguardo e a quanto ho capito esistono:
- l’idromele secco (FG < 1010)
- l’idromele medio (1010 < FG < 1020)
- l’idromele dolce ( FG > 1020)

La densità finale dipende dalla ricetta iniziale, ovvero il rapporto acqua/miele che si stabilisce, e dall’attenuazione del lievito.
Io ho optato per 1,5 litri di acqua x 1 Kg di miele, ottenendo una OG iniziale di 1117.
Tanto più diluiamo il miele (OG più bassa), tanto più l’idromele sarà secco (lievito permettendo), viceversa si otterrà un idromele più dolce. Io dovrei ottenere una bevanda  intermedia con una gradazione di 13°.

RICETTA
3 kg di miele millefiori
4,5-5,5 litri di acqua (per portare a volume)
10 g di lievito
Totale: 7,5 litri di mosto (OG: 1117)

Non ho aggiunto altro. Spesso si possono aggiungere, oltre alle spezie, anche dei nutrienti per il lievito (azoto). Ho trovato però un interessante articolo su Areabirra in cui fatti gli opportuni calcoli si conclude che in certe condizioni, con un certo tipo di miele, si può anche evitare l’aggiunta di vitamine, sali minerali e azoto.

Il lievito da usare deve essere tollerante all’alcol. Spesso si utilizzano quelli da vino/spumante o alcuni ceppi da birra. Esistono anche quelli specifici per idromele. Io ho optato per un lievito da spumante (quello avevo e quello ho utilizzato).

Per proteggere il mosto dall’ossidazione e a causa dei contenuti ridotti (7,5 litri nel mio caso) spesso la prima fermentazione viene condotta in taniche/damigiane di pari capienza a cui viene applicato un gorgogliatore.
Io ho optato per il solito fermentatore di plastica da 30 litri contando che durante la fermentazione primaria verrà prodotta una cappa di anidride carbonica che preserverà la bevanda.
I contenitori più piccoli sono però essenziali dopo il primo (e i successivi) travasi, poiché aprendo il contenitore la cappa di CO2 verrà persa. Il travaso è importante per allontanare il lievito esausto dall’idromele.
Appena conclusa la fermentazione, sposterò il liquido in un contenitore più piccolo e lascerò riposare per un ulteriore mese. 

Infine imbottiglierò (no priming)….per una maturazione più o meno lunga in base alla sete e alla curiosità.


Conclusione: preparazione rapida, ma costosa! Maturazione lunga. Curiosità altissima!


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AGGIORNAMENTI

2 dicembre - OG: 1117
8 dicembre - OG: 1080 (4,9°)
15 dicembre - OG: 1040 (10°)
21 dicembre - OG: 1026 (12°)
5 gennaio - FG: 1026 (12°)  = Idromele  dolce

Ora 5 mesi di maturazione....


28 marzo 2013 - Primi bicchierini testati...buono!



2 commenti:

  1. solo.. buono?
    descrivi meglio che sapori si sentono, la beverinità, la stucchevolezza..
    e poi, è una buona scusa per stappare un'altra bottiglia no? :)
    grazie!

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  2. Ciao Paolo, ho trovato questo tuo vecchio post molto interessante. Da mesi sto "studiando" la produzione di idromele ma fatico a trovare dati sia su libri che in rete, principalmente per quel che riguarda OG, FG, lieviti e conseguente attenuazione, gradazione alcolica, ecc. Come sono stati i risultati per questo idromele? Utilizzi tabelle? Grazie. Alessandro (homebrewer)

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